Biancospino

Della famiglia delle Rosaceaeè un arbusto molto comune nelle zone temperate dell'emisfero nord, specialmente negli incolti al limitare dei boschi. Si usano i fiori e le foglie.
Contiene flavonoidi, proantocianidine oligomere, derivati xantinici, amine, B-sitosterolo, polifenoli.
Questa pianta provoca una vasodilatazione sui letti splancnico e coronarico, dovuta a rilasciamento delle fibrocellule muscolari della parete vasale, con aumento del flusso sanguigno in questi distretti. Non causa alterazioni a livello del seno carotideo. Possiede azioni cronotropa e dromotropa negative, inotropa positiva e potenzia l'azione della digitale. E' utilissimo nell'angina pectoris, nelle nevrosi cardiache, negli stati di ipereccitabilità con aritmie e nell'ipertensione arteriosa, specie se di origine nervosa. Ha dimostrato di poter ridurre efficacemente la frequenza cardiaca, gli edemi perimalleolari e la pressione arteriosa, evidenziando anche azione inotropa positiva, con notevole attenuazione della sintomatologia soggettiva e obiettiva e senza comparsa di alcun effetto collaterale.Migliora significativamente il lavoro miocardico, riducendo anche la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, senza comparsa di effetti collaterali.
Qquesta droga possiede una non trascurabile attività di tipo fleboprotettivo, legata soprattutto ai flavonoidi e ai proantocianidoli. E' effettivamente possibile dimostrare che queste sostanze sono capaci di diminuire la permeabilità capillare e di rinforzarne la parete. Inoltre i flavonoidi presenti in questa droga sono in grado di inibire l'azione dell'elastasi prodotta dai lisosomi, anche per stabilizzazione della membrana lisosomiale, con conseguente minor degradazione dell'elastina, e di ostacolare l'attività della ialuronidasi, il che permette di conservare l'integrità della parete vasale, dal momento che gli acidi ialuronici sono dei suoi componenti essenziali.
Si è notato che i flavonoidi presnti nel Biancospino sono dei validi antagonisti dei radicali liberi: essi reagiscono coi radicali liberi, impedendo così le degradazioni legate alla loro intensa reattività a livello dei fosfolipidi della membrana cellulare. Sono inoltre dei potenti inibitori dell'elastasi dei leucociti umani.
Importante è anche l'azione ipocolesterolemizzante di questa droga. Numerose ricerche dimostrano che alcuni flavonoidi, in particolare quercetina, luteolina e ispidulina, provocano netta diminuzione della colesterolemia, della trigliceridemia e dei livelli plasmatici di beta lipoproteine. Inoltre favorisce l'eliminazione del colesterolo con la bile per la sua azione coleretica di discreta entità e riduce la sintesi epatica di colesterolo. Il biancospino quindi previene l'accumulo intraepatico del colesterolo sia incrementando la trasformazione del colesterolo in acidi biliari sia riducendo la sua biosintesi epatica. Ciò conduce a un calo significativo dei lipidi nel fegato e nell'aorta e dei livelli plasmatici di colesterolo LDL e di trigliceridi.
Possiede anche una discreta azione sedativa a livello centrale, utile soprattutto nei pazienti eretistici, nei quali riduce l'emotività, lo stato ipertensivo e migliora il sonno.
Secondo il Leclerc la sua propietà fondamentale è di tonificare il cuore e di esercitare sui vasi un’azione regolatrice per l’equilibrio che stabilisce tra la pressione sanguigna e la forza dell’impulso cardiaco: rende più efficace, più duraturo il risollevamento del cuore per la diminuzione dell’eretismo vascolare; favorisce o sostiene la ripresa dell’organo centrale della circolazione. La sua azione sedativa viene da quest’insieme di proprietà fisiologiche: mentre regolarizza i movimenti del cuore e assicura una buona ripartizione del sangue, diminuisce l’eccitabilità del sistema nervoso. Per questo motivo è adatto per le donne i cui nervi sono provati dai disturbi congestivi della menopausa: palpitazioni, vampate di calore, insonnia, irritabilità, così frequenti in quel periodo della vita femminile, trovano molto spesso nel biancospino un agente terapeutico molto efficace.
Il Weiss afferma che gli estratti di biancospino sono primariamente un fitoterapico delle coronarie. Essi agiscono mitemente, ma in modo duraturo, senza effetti secondari e senza assuefazione, favorendo l’irrorazione delle coronarie. La cardiopatia coronarica è la principale indicazione del biancospino. La sua tollerabilità è insolitamente buona, il sovradosaggio non rappresenta alcun rischio. E’ un classico fitoterapico mite. Da una somministrazione breve non ci si può aspettare nulla, esso deve essere fatto prendere per molti mesi.
Secondo Della Loggia il biancospino esercita a livello cardiaco e a livello del sistema nervoso un’azione sia tonica sia moderatrice. Particolarmente indicato nell’eretismo cardiaco, è considerato “lo specifico dello squilibrio neurovegetativo”. A livello cardiaco incrementa l’apporto ematico a miocardio e coronarie, determinando una migliore tolleranza all’anossia. Per quanto riguarda l’azione sedativa, sperimentalmente è stata dimostrata una moderata, anche se netta, azione depressiva sul sistema nervoso centrale con effetti positivi sull’ansia e la tensione nervosa.
In medicina tradizionale cinese questa droga viene utilizzata per stimolare la digestione e la circolazione della zona epigastrica, nella diarrea, coliche addominali, enteriti, amenorree, oltre che per le patologie cardiache per cui è utilizzata anche in occidente.
Anche il gemmo terapico vanta notevoli proprietà terapeutiche:
a seguito degli esperimenti di Jennings, Clement e Leclerc, è stato evidenziato il suo tropismo cardiaco. Da Binet è stato definito come La “valeriana del cuore”.
La sua azione più evidente è che rallenta e regolarizza il ritmo cardiaco. Tonifica il miocardio, più particolarmente il cuore sinistro. Esercita un'azione sedativa nelle algie precordiali e trova indicazioni nell'insufficienza cardiaca e nei sintomi associati, negli spasmi coronarici, nell’angina pectoris, nella tachicardia, nell’extrasistolia e nelle aritmie senza causa organica

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